UFO ed extra-terrestri?

Fin da ragazzino sono stato sempre affascinato dall’idea di altre dimensioni e dalla certezza che il fenomeno degli UFO e degli extra terrestri fosse assolutamente reale.

Guardavo film e serie tv, acquistavo libri e giornali sull’argomento. Negli anni settanta non c’era internet e il materiale su questi argomenti, seppur presente, non era così facile da reperire come ai giorni nostri.

Oggi abbiamo facilmente accesso a una miriade di informazioni; molte sono pilotate a regole d’arte e con la consueta disinformazione a cui siamo ormai abituati, ma è anche disponibile materiale di prim’ordine che chiarisce molto bene diversi aspetti della questione.

Di sicuro, se ci prendiamo la briga di approfondire, ci renderemmo subito conto che il nostro mondo è molto diverso da quello che ci è stato raccontato negli ultimi decenni.

Da parte mia, fin da giovanissimo, appunto, ritenevo fosse difficile sostenere che la nostra specie potesse davvero essere l’unica. E che fosse certamente anche un’affermazione semplicemente bislacca. Come potrebbe essere, infatti, che in tutto l’universo a noi conosciuto (che come ben sappiamo è solo una minima parte di quanto immaginiamo) ci sia solo la razza umana?

Come diceva qualcuno, sarebbe davvero uno spreco di spazio.

Del resto molte persone, ancora oggi, restano convinte che le piramidi siano state erette grazie al lavoro fisico di orde di poveri schiavi che, frustati a dovere, trascinavano massi talmente pesanti che, anche con la tecnologia odierna, sarebbe difficile gestire.

Per non parlare di come tali massi (e il loro materiale, nello specifico) fossero così precisamente tagliati, altra particolarità che ai giorni nostri renderebbe una simile precisione quantomeno difficile da raggiungersi. Ma non voglio fare il polemico, ci sono tante e tali bizzarrie nella “storia ufficiale” che si potrebbero scrivere decine di libri.

Figuriamoci poi cosa significherebbe mettere in discussione aspetti legati alle religioni umane e alle convinzioni che hanno da sempre scandito lo scorrere delle vite di miliardi di esseri umani.

In questo articolo vorrei provare a fornire alcune mie considerazione sull’argomento. Se questi “alieni” esistono, come io sono persuaso che sia, chi sarebbero? E soprattutto – per rispondere a una delle obiezioni tipiche: “Se esistessero, avrebbero certamente una tecnologia più avanzata della nostra e perché mai, dunque, non si fanno vedere? Potrebbero anche invaderci in qualsiasi momento!”.

Commenti che mi hanno sempre fatto sorridere; prima di tutto chi l’ha detto che abbiano necessariamente una tecnologia più evoluta della nostra?

È evidente che se parliamo dell’alieno X che viaggia su un’astronave priva di “propulsione tradizionale” potremmo immagino convenirne. Ma ci saranno certamente anche altre civiltà magari anche meno evolute della nostra.

Ma se anche volessimo parlare di alieni più evoluti di noi, cosa ci spinge a pensare che dovrebbero essere necessariamente interessati a noi?

Perché dovrebbero farsi vedere a tutti i costi. Probabilmente avranno le loro cose di cui occuparsi.

Se approfondiamo l’argomento scopriremo che certamente alcuni di loro hanno specifici interessi nei nostri confronti (molti sostengono che siano in mezzo a noi già da tempo). Alcuni saranno “buoni”, altri forse un po’ meno (ma per questi ci basta guardarci in torno, non credete? Anche senza vedere rettiloni strani (vi ricordate la famosa serie dei Visitors?).

Presumere però a priori che la nostra razza umana debba essere necessariamente di un qualche interesse per loro, forse fa sorridere come l’idea di un bambino che cerca le attenzioni e l’approvazione degli adulti.

E soprattutto, ci sarebbe da chiedersi, perché mai dovrebbero conquistarci? Questo è il pensiero di una civiltà indottrinata da certi film di fantascienza e, soprattutto, da millenni di storia incentrata su guerre e soprusi. Credo poche civiltà siano stati così abili come gli umani nell’infliggere dolore ai suoi simili.

Insomma, le possibili ulteriori considerazioni ci porterebbero lontano, ma quelle che mi paiono più utili per il mio discorso sono quelle che seguono.

Lo Spirito Originario del Tao (o di ciò che preferite a seconda delle vostre credenze o convinzioni) si è cristallizzato in innumerevoli versioni “polarizzate” che risiedono sul pianeta terra, in altre galassie e pianeti, oltre che in altre dimensioni. Perché?

La risposta è sempre la stessa: per fare esperienza. Per procedere lungo un cammino evolutivo specifico.

L’essere umano, come specie, sta facendo l’esperienza che conosciamo e noi singoli umani, la nostra personale esperienza individuale. Gioie e dolori di un corpo fisico ed emozioni associate, carburante essenziale per la nostra spinta vitale ed evolutiva.

Noi umani non abbiamo un’anima.

Noi siamo un’anima (i taoisti direbbero, appunto, che siamo un frammento dello Shen Originario) che ha polarizzato parte di sé stesso nel corpo.

E con questo corpo stiamo vivendo la nostra vita fisica. È la nostra anima che ha cristallizzato il corpo.

Il nostro Spirito Originario però è molto più creativo; è attratto dall’evoluzione (che non significa un passaggio da qualcosa di “peggiore” a qualcosa di “migliore”, ma un percorso di esperienza che si basa sul seguire le proprie passioni, i propri interessi e l’esistenza che abbiamo scelto perché ritenevamo ci sarebbe stata utile.

Il nostro Spirito Originario, dicevo, si è infatti polarizzato anche altrove.

Per questa ragione parliamo di “vite precedenti”, verificatesi in “epoche” diverse. Noi umani percepiamo lo scorrere del tempo in modo lineare (oggi meno di un tempo, a dire il vero) e quindi possiamo immaginare (o anche sentire per certo) di essere vissuti ai tempi di Gesù Cristo, ai tempi delle piramidi oppure nell’ottocento.

La cosa interessante, però, è che l’apparente scorrere del tempo è in verità un’illusione. Noi stiamo vivendo tutte queste esperienze nello stesso momento.

Il nostro Shen Originario sta vivendo innumerevoli vite in altrettante dimensioni,  contemporaneamente.

Tali “dimensioni” sono “luoghi” che vibrano a una frequenza diversa da quella a cui siamo abituati noi terrestri.

Siamo sempre noi, dunque, ma probabilmente indaffarati in altre questioni dove, spesso,  non ci serve un corpo fisico.

Oppure sperimentiamo una realtà dove abbiamo un corpo, ma diverso da quello che abbiamo qui, perché magari il luogo in cui operiamo ha caratteristiche diverse dalla terra. Generalmente si pensa che un essere umano svolge diverse vite “terrestri” in apparenti tempi diversi perché il pianeta terra è ciò a cui è abituato a operare, si trova a casa anche se magari in un tempo diverso da quello “precedente”.

Ma chi lo sa, qualcuno un po’ più coraggioso potrebbe decidere di ri-polarizzare se stesso in una costellazione delle Pleiadi e in un corpo diverso, seppur (sembrerebbe) piuttosto simile al nostro.

Un’altra obiezione comune che mi ha sempre fatto sorridere è questa: “Ci deve essere l’acqua per permettere la vita!”.

E chi l’ha detto?

La vita organica? Forse, ma se noi siamo spirito prima che materia, ci sono dimensioni nelle quali possiamo operare senza bisogno di un corpo, senza bisogno di sostentarci fisicamente.

Pensate ai sogni, un esempio facile da utilizzare. Quando sogniamo, ci spostiamo in una dimensione diversa dalla nostra abituale, possiamo fare e vivere cose che non “collimano” con un’interpretazione fisica. Non abbiamo bisogno di nutrirci e non possiamo morire, eppure siamo lì e operiamo liberamente, spesso con esperienze decisamente straordinarie.

Io potrei essere qui oggi, sul pianeta terra, ed essere contemporaneamente anche su un altro pianeta, con un corpo leggermente diverso, o anche  completamente diverso, a fare altro. Una realtà non esclude l’altra.

Potrei anche essere nell’antica Cina a fare Qi Gong e a meditare con il mio Maestro in un’epoca terrestre apparentemente lontana.

Lo stesso vale per i cosiddetti “alieni”. Razze di varia natura e provenienti da dimensioni e pianeti diversi (per questo a volte ci si riferisce a loro come a “esseri extra-dimensionali”) , che risiedono di fatto in dimensioni diverse e che “vibrano” a frequenze diverse.

Per incontrare tali esseri (in alcuni ambienti si dice che il “contatto definitivo” sia ormai imminente e che sarà utile per tutti) noi dobbiamo mutare la nostra frequenza e loro dovranno fare altrettanto, bisognerà insomma trovare un punto di incontro; quello che accade generalmente durante gli avvistamenti documentati da decenni e aumentati considerevolmente negli ultimi anni.

La nostra frequenza energetica è molto densa (abbiamo un corpo, ricordate?). Quella di molti di loro è invece molto meno densa, si dice che la loro frequenza sia “più alta” ma non nel senso di migliore, nel senso di meno densa, diversa. Si possono quindi muovere tra dimensioni diverse senza tutto quello sforzo che noi invece immaginiamo necessario.

Credo che quando personaggi come Elon Musk e i vari studiosi lo capiranno, dedicheranno i loro sforzi a capire meglio la questione.

Investiranno probabilmente non più in razzi o navicelle che possano viaggiare anni luce per raggiungere i confini del nostro mondo manifesto, ma per capire meglio come mutare la nostra frequenza e spostarci da un luogo all’altro in un battito di ciglia.

Per viaggiare in altre dimensioni dobbiamo usare la nostra coscienza, non i motori elettrici, magnetici o a scoppio che siano!

Quando vediamo un oggetto volante non identificato, è molto probabile che la nostra coscienza abbia mutato la sua frequenza e abbia “sbirciato” in una breccia verso una dimensione “dall’altra parte”.

Quando un alieno dalle Pleiadi, per fare un esempio, decide di visitare il nostro mondo, cambia frequenza (da solo o insieme alla sua astronave) e si “trasporta” qui. Non percorre milioni di anni luce per raggiungerci. Stacca la spina di là, e la riaccende qui!

Se entriamo in questo ordine di idee, ci rendiamo conto che tutto torna molto più chiaramente. Stiamo osservando la questione (nostra e dei nostri amici ET) dal punto di vista sbagliato. Con un approccio idraulico e, appunto,  da motore a scoppio.

Se invece cominciamo a vedere le cose dal punto di vista della fisica quantistica, ci rendiamo conto che la realtà in cui ci muoviamo l’abbiamo creata noi. La creiamo noi in ogni istante, per essere precisi.

Possiamo viaggiare ovunque.

E lo possiamo fare, se ne sentiamo il desiderio, per completare il nostro percorso e i compiti che ci siamo prefissi. Per portare a compimento l’esperienza che abbiamo deciso di fare qui e ora, come anche in innumerevoli là e allora.

Non abbiate dunque paura dell’ignoto rappresentato da Ufo ed extra-terrestri. Cercate di comprendere di più e rendetevi conto del fatto che l’universo è molto più vasto, sconosciuto e interessante di quanto siamo abituati a credere.

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